Pizza, la puoi chiamare napoletana solo se.. altrimenti è illegale: rivoluzione in atto

La pizza può essere definita napoletana solo se ha delle particolari caratteristiche senno è illegale: davvero è così? Scopriamo insieme

Uno degli alimenti preferiti da grandi e piccini di cui nell’alimentazione mediterranea non si può assolutamente fare a meno è proprio lei, la Regina Pizza. Nel 2017, infatti,  l’UNESCO ha dichiarato l’arte del pizzaiolo napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità. Secondo il Corriere della Sera, la parola Pizza è quella più utilizzata oltre “ciao”. Qualcosa, però, sta cambiando circa la questione della nota “Pizza Napoletana“. Qual è la nuova rivoluzione?

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Pizza, si può dire napoletana se…scatta il caso – intaste.it

L’origine è davvero lunga, complessa tanto che le prime attestazione della parola risalgono al latino volgare della città di Gaeta nel 997. Benché si tratti ormai di un prodotto diffuso in tutto il modo, ebbene specificare che questa è originaria della città di Napoli. 

Con il tempo si potrebbe fare una distinzione tra i vari tipi; ovviamente la più conosciuta è la pizza tonda, quella più consumata in tutto il mondo. La città di Napoli, ha svolto infatti un ruolo importantissimo nella storia della pizza, creando ed esportando questa specialità che è ora la più diffusa nel mondo.

Proprio per questo si utilizza spesso il termine di “Pizza Napoletana” anche se le sue caratteristiche sono molto spesso diverse rispetto a quelle della tradizione partenopea. Il condimento, soprattutto in Italia, è sempre abbondante e varia  a seconda delle abitudini locali. Ultimamente sono apparsi nella società anche i pizzaioli acrobatici, coloro che come la tradizione vuole,  a mano girando e tirando le palline lievitate d’impasto sopra un piano di lavoro o con evoluzioni aeree.

Le cose però ultimamente stanno cambiando ed è in atto una vera e propria rivoluzione circa la terminologia di “Pizza come la fanno a Napoli“.

Pizza Napoletana fuori legge: ecco cosa sta cambiando

Un atto rivoluzionario fa riferimento proprio alla pizza. In molti paesi, soprattutto del nord, vengono confezionate delle pizze surgelate con questa denominazione che non rispettano gli ingredienti tradizionali della Pizza Napoletana, ossia margherita, pure nella variante “bufalina”, o marinara. Molte volte si denomina questa tipologia con le acciughe che non può essere denominata così come la tradizione vuole. Ma vi è una grossa novità a riguardo anche in termini di legge.

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Pizza , la rivoluzione che lascia senza parole, scopriamola insieme – intaste.it

Il nuovo regolamento previsto dall’Ue prevede che si può utilizzare la denominazione “Pizza Napoletana” soltanto se chi lo fa ha ottenuto la certificazione di Specialità tradizionale garantita, in sigla Stg, uno dei marchi di origine riconosciuti dall’Unione europea, assieme a Dop e Igp.

Un aspetto che ha suscitato non poche polemiche è specificare che non è stato il governo italiano a richiedere la riserva del nome ma la Commissione Ue ha introdotto l’obbligo di associarvi la riserva del nome, proprio nel 2012. Questo nuovo regolamento ha valore di legge.

A salvare menù e ristoranti, almeno per il momento,  è l’assenza di una norma che fissi la sanzione. La nota disciplinare recita: “dove si raggiunge una temperatura di cottura di 485 gradi centigradi, essenziale per ottenere la Pizza Napoletana Stg”. 

Inoltre, la pizzeria che utilizza la ricetta originaria  deve anche farsi certificare.